Conferenza di Paolo Bullita del 24-1-2012

Conferenza del Dott. Paolo Bullita

Tenuta per il Rotary club Quartu S. Elena il 24-01-2012

 

 

Selezione tra le tante immagini proiettate

Fortificazioni del Castello di Cagliari – bella grafica del 1354

FIGURA 1-carta-castello-1354.jpg

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Torre di San Pancrazio – situazione ante restauri dei primi del sec. XX


FIGURA 19-torre-pancrazio-ante-comune.jpg


 

Torre di San Pancrazio – esterno

FIGURA 23-torre-pancrazio-esterno.jpg

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Torre dell'Elefante – saracinesca esterna

FIGURA 28-torre-elefante-saracinesca-1.jpg


INTRODUZIONE AL LIBRO

 "LE TORRI DI CAGLIARI – IS TURRIS DE CASTEDDU" di Paolo Bullita



A mengianeddu chitzi

nci bessu a passillai.

Su celu est limpiu

e su primu solixeddu

mi fait bona cumpangia..


Di primo mattino

esco a passeggio.

Il cielo è terso

e il primo solicello

mi fa buona compagnia.

 

Almeno fin dai tempi dei Pisani della Città di Cagliari-Casteddu si sapeva che: ".. bene est munitus muris et turribus sic quod est quasi inespugnabilis "..", cioè: ".. è ben fortificata con mura e torri, tanto da essere quasi inespugnabile .." [1].

La nomea di "Fortitudo Totius Insulae", cioè di "Fortezza dell'intera Isola" (Figura 10), e di "Insulae Clavis et Robur", cioè di "Chiave e Forza dell'Isola" (Figura 11), non era per niente esagerata; basta dare uno sguardo alle antiche carte geografiche (Figura 2) o agli antichi stemmi della Città nel periodo pisano (Figura 5), in quello catalano-aragonese (Figura 6) ed in quello sabaudo (Figura 4 e Figura 7) per notare che vi sono sempre raffigurate alcune torri.

Purtroppo, i diversi e complessi avvenimenti storici che hanno interessato la Cittˆ nel corso dei secoli, mutandone profondamente il volto, hanno risparmiato ben poche delle antiche fortificazioni.

Quelle ancora esistenti, massicce e possenti, sono le mute testimoni di una storia fatta, troppo spesso, da "is strangius", cioè dagli "stranieri",  che i Sardi, per secoli, hanno dovuto talora tollerare, più spesso subire.

Ci ricordano anche i tempi più bui, fortunatamente a noi lontani, in cui, al tramonto del sole, il grido "fora sarts!", cioè "fuori i sardi!", accompagnato "a son'e corru", cioè "dal suono del corno", scandiva l'obbligo per i Sardi, abolito nel 1481, di abbandonare il Castello, "su Casteddu", in cui erano considerati stranieri malfidati; le porte del Castello venivano chiuse per la notte e gli inadempienti venivano inesorabilmente precipitati giù dall'alta rocca scoscesa.

E' la storia della Città di Cagliari-Casteddu, dei Cagliaritani, dei Sardi, è la nostra storia, comunque interessante, coinvolgente, per certi versi addirittura affascinante.

Questo volume vuole essere uno stimolo alla conoscenza di alcuni mirabili tasselli di questa storia ed un agile sussidio alla ricerca ed alla scoperta delle antiche torri e delle poderose fortificazioni circostanti.

Viene dedicato, in maniera tutta particolare, ai Cagliaritani, ai Sardi, agli Ospiti, ma soprattutto ai Giovani, perché conoscendo meglio la meravigliosa Città di Cagliari-Casteddu imparino a sentirla in qualche modo anche "loro" e si lascino coinvolgere e conquistare dalla poesia che, a saperla ascoltare, sgorga da questo luogo incantato.

Ci sono ottimi motivi per ritenere che nessuno resterà deluso.

Paolo Bullita